Quando l’Ansia diventa incontrollabile: l’Attacco di Panico.

L’ansia è un processo psichico attraverso il quale la persona reagisce a stimoli esterni di pericolo, attivando risposte che coinvolgono sia il corpo che la mente.

Il corpo con una serie di reazioni fisiologiche, come l’aumento della frequenza cardiaca e della respirazione.

La mente con l’elaborazione di possibili strategie per sottrarsi al pericolo.

Il ruolo dell’ansia è anche quello di predisporre il soggetto ad una modalità di fuga o di attacco nei confronti della fonte del pericolo.

Il confine tra ansia normale e ansia patologica risulta a volte di difficile comprensione.

Quando si perde il controllo delle proprie emozioni, quando si percepiscono sentimenti di impotenza e incertezza, quando non si riescono ad affrontare situazioni nuove o impreviste, con conseguente sofferenza e disagio, probabilmente siamo in presenza di una situazione di ansia patologica.

 

Il Panico.

Quando arriviamo a provare Panico, siamo ormai alla fine della situazione di angoscia, in uno stato di totale paralisi delle funzioni psicofisiche.

Gli Attacchi di Panico si presentano con ricorrenza, sono improvvisi.

Il periodo successivo è caratterizzato dalla paura che possa ricapitare e dalla preoccupazione per la propria salute.

Il comportamento, di conseguenza, subisce significative modificazioni nel senso di una limitazione dell’autonomia personale.

È un periodo di intensa paura o sofferenza accompagnato da sintomi somatici o cognitivi.

Solitamente ha un inizio improvviso e una durata limitata nel tempo.

Si prova un sentimento di pericolo imminente, di catastrofe incombente, insieme alla paura di morire o di perdere la ragione.

In quale situazione si manifesta?

In base alla situazione in cui si manifesta, l’attacco di panico può essere:

  • Inaspettato o spontaneo: la sintomatologia non è associata ad una situazione scatenante;
  • Causato dalla situazione: la sintomatologia è una immediata conseguenza o anticipa un evento scatenante a cui il soggetto, e solo lui, è sensibile;
  • Sensibile alla situazione: la sintomatologia si verifica spesso in situazioni scatenanti ma non è invariabilmente associata a queste.

In alcuni casi può essere presente Agorafobia.

 

Agorafobia.

È il timore di trovarsi in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile allontanarsi o nei quali non sarebbe possibile trovare aiuto in caso di necessità.

Situazioni e luoghi che più frequentemente provocano la comparsa di sintomi ansiosi o comportamenti di evitamento sono:

  • Strade e negozi affollati;
  • Spazi chiusi (ascensori, gallerie, ponti, …);
  • Mezzi di trasporto (autobus, metropolitana, aerei, …).

Si arriva ad evitare le situazioni che provocano disagio, con conseguente compromissione delle possibilità di viaggiare, lavorare, occuparsi delle responsabilità familiari.

L’età di insorgenza è variabile, ma comunemente tra i 20 e i 40 anni.

Il decorso è cronico e può portare ad una generalizzazione delle situazioni temute; questo porta necessariamente allo sviluppo di condotte di evitamento e spesso anche ad isolamento sociale.

 

Quando insorge il disturbo?

Tipicamente tra l’adolescenza e i 40 anni, con due picchi, uno a 20 e l’altro a 35 anni.

Il disturbo è cronico ma molto variabile per frequenza e gravità.

Alcune persone pensano che questo disturbo possa essere associato ad una malattia incurabile e non diagnosticata, eventualità non confermata da esami medici.

Tra un attacco di panico e l’altro è presente un’ansia cronica non dovuta a situazione specifica, preoccupandosi eccessivamente per ogni attività quotidiana.

Spesso è presente il fenomeno di ansia anticipatoria ovvero la costante paura di poter cadere in un altro attacco di panico.

Quali conseguenze e quali opportunità di cura.

Quando certi episodi si ripetono nel tempo, d’improvviso, causando la sensazione di perdita di controllo su se stessi e su ciò che ci circonda, portando anche l’individuo a limitare lo svolgimento delle sue attività quotidiane, allora in quel caso siamo di fronte alla presenza di un disturbo che necessita delle sue specifiche cure.

Si possono manifestare rifiuti di fronte a determinate attività in precedenza svolte tranquillamente: guidare, frequentare spazi chiusi o eccessivamente affollati, sono solo alcuni esempi.

Sono tutti tentativi di evitare circostanze ipoteticamente scatenanti un attacco di panico, il quale si manifesta attraverso segnali corporei intensi, quali l’accelerazione del battito cardiaco, tremori, desiderio d’aria, secchezza alla gola, percepiti dal soggetto come minacciosi.

In questi casi tale condizione interferisce con il normale funzionamento relazionale, sociale e lavorativo, data l’intensità dell’ansia, unita ai comportamenti di limitazione della propria libertà di azione e di espressione.

L’ OMS accerta che di tale patologia ne soffra fino al 3% della popolazione mondiale, quindi si tratta di un disturbo molto diffuso.

L’intervento di uno psicologo psicoterapeuta può servire ad individuare le ragioni di tale panico, sviluppando una strategia più funzionale nella gestione di emozioni intense.

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