Mediazione Familiare

mediazione familiare Firenze

Nella storia di ogni famiglia capitano momenti difficili e a volte si fatica a vederne la via d’uscita: l’amore talvolta finisce e anche il matrimonio.

Però restano i figli e, per loro, emerge la voglia di trovare un punto di incontro, senza litigare.

Si può ricorrere agli avvocati per intraprendere un percorso di Mediazione in cui ciascun coniuge espone le proprie esigenze, per strutturare una serena separazione per il bene dei propri figli, mettendo da parte discordie e rancori.

Che cos’è la mediazione familiare?

La mediazione familiare consiste in un intervento professionale dedicato alle coppie, che ha lo scopo di riorganizzare le relazioni familiari, nel momento in cui si manifesta la volontà di separazione e/o di divorzio.

L’obiettivo principale di tale mediazione si basa sull’ottenimento della bigenitorialità, prestando particolare attenzione ai figli salvaguardando la responsabilità genitoriale individuale nei loro confronti, soprattutto se minori.

La strategia utilizzata trova fondamento nell’arginare le divergenze tra le parti coinvolte, cercando di limitare il ricorso a procedimenti giudiziari stressanti e dispendiosi, tutelando i figli, in modo tale che continuino a godere dell’affetto dei genitori, crescendo in armonia e serenità.

Lo scopo della mediazione familiare si basa sulla ricerca di un accordo duraturo, tenendo presente il benessere dei coniugi e quello dei figli, attraverso un percorso che va di pari passo con il processo di separazione o divorzio.

Come si fa?

  • nel primo incontro, di norma il mediatore informa i coniugi circa lo strumento della mediazione e cerca un primo dialogo con loro per capire le motivazioni, ossia i problemi, che li hanno spinti al ricorso alla mediazione. Ciò serve al mediatore per iniziare a conoscere non solo i coniugi singolarmente, ma anche e soprattutto la famiglia stessa, le abitudini, le relazioni al proprio interno e con gli altri;
  • nella seconda fase il mediatore, dopo aver individuato il problema, raccoglie le “proposte” presentate dai coniugi, cercando di far comprendere le esigenze dell’altro coniuge per raggiungere un accordo. Questa fase si conclude con un potenziale accordo verbale;
  • nell’ultima fase l’accordo viene concretizzato. Il mediatore rammenta ai coniugi l’importanza del lavoro svolto e la necessità di un loro impegno per raccogliere i frutti di tanto lavoro. E ricorda che in futuro, per l’applicazione del raggiunto accordo, potrebbero sorgere dei piccoli contrasti, che però con la collaborazione di entrambi si potranno risolvere facilmente.

Se la mediazione ha esito positivo, si verificherà la trasformazione del procedimento di separazione/divorzio da giudiziale a consensuale, con tutti i benefici annessi.

In caso contrario, il procedimento di separazione/divorzio avrà il suo naturale seguito giudiziale.

Il giudice non sarà mai messo a conoscenza di quanto detto e accaduto durante la mediazione: questo avviene per garantire alle parti che il loro tentativo di mediazione non abbia ripercussioni negative.

Il mediatore professionale svolgerà un ruolo di supervisione, mantenendosi imparziale durante tutto il procedimento, analizzando le versioni di entrambi i coniugi e aiutandoli nella ricerca di soluzioni alternative atte a risolvere i loro contrasti.

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“

Pat Conroy