Lo sappiamo bene. Stare dentro la vita non è affatto semplice, essere sempre pronti ad affrontare sfide, situazioni inaspettate, gioie fortissime. Ogni giorno ci riserva tante possibilità, alcune entusiasmanti, altre molto dolorose e difficili da capire e da accettare. In particolare quando si tratta di affrontare un lutto siamo sopraffatti dal dolore, sentiamo molta tristezza e a volte non riusciamo proprio ad uscirne. La morte La morte è la fine della nostra esistenza terrena. Quando una persona a noi cara muore, non possiamo più vederla, non possiamo più stare insieme, non possiamo più scambiarci chiacchierate. Ci pervade un senso di solitudine, di tristezza, di paura, di smarrimento. Possiamo trovarci nella condizione di non riuscire più ad uscire di casa per qualche tempo, o addirittura di non riuscire a pensare di poter proseguire con la nostra stessa vita quotidiana. Stiamo provando un intenso dolore, che coinvolge sia la parte fisica che la parte psichica di noi stessi. Siamo di fronte ad un evento che, oltre ad essere estremamente doloroso, non è possibile controllare. Si tratta di un evento che non conosciamo, di cui non abbiamo esperienza diretta (nessuno è mai tornato a raccontarci come funziona e cosa si sente). Questa scarsa conoscenza diretta ci porta ad avere paura di una cosa di fatto a noi sconosciuta, ma dagli effetti, per chi sopravvive, a volte devastanti.La malattia Spesso l'evento morte non è improvviso e inaspettato, o dettato da un'età avanzata. Spesso abbiamo a che fare prima con una condizione di malattia, più o meno grave, che di per sé ci porta a sensazioni di paura, di smarrimento, di impotenza. Di fronte alla malattia il pensiero corre subito alla conclusione, corre subito al momento della morte. Quando poi la malattia coinvolge un membro della famiglia, un genitore o un figlio, allora i sentimenti e le paure si intrecciano ancora di più, si fanno ancora più forti e difficili da sostenere. Il lutto E' una condizione fortemente legata all'esperienza della morte. Il lutto può anche precedere l'evento stesso della morte, in quanto ci prepariamo all'inevitabile, sappiamo che sarà così ed entriamo in questo sta d'animo prima ancora che il nostro caro ci lasci; la paura della perdita rende l'attesa ancora più difficile, da vivere e da sopportare. In questo caso parliamo di lutto anticipatorio. Ma non è solo l'evento morte che scatena questa reazione. Possiamo essere, sentirci in lutto anche per la fine di qualcosa di importante per la nostra vita, come la fine della nostra vita lavorativa attiva o la fine di una relazione amorosa. Nonostante sia una condizione così dolorosa non va dimenticato che è una reazione fisiologica ad un evento di perdita, una reazione normale e inevitabile che possiamo tentare di comprendere un pochino di più scoprendone l'evoluzione. 1. All'inizio proviamo stordimento, confusione, incredulità. Possiamo non riuscire a mettere bene a fuoco cosa sta accadendo, forse perché proprio per noi quasi incomprensibile, quasi a volerci difendere dal pensiero stesso della fine. 2. Con il trascorrere del tempo i nostri sentimenti di confusione si possono trasformare in rabbia e continua ricerca della persona cara ora assente. 3. Nonostante i nostri sforzi, chi continuiamo a cercare non c'è e non tornerà. Siamo pervasi da un senso di disperazione che può essere totalizzante, coinvolgendo tutti gli ambiti della nostra quotidianità, a volte anche impedendoci di condurre una vita normale. 4. Più passa il tempo però più la nostra vita, la nostra quotidianità ci richiama e per naturale sopravvivenza diventiamo capaci di accettare la perdita e di riprendere in mano la nostra vita. Possibili disturbi Insieme all'esperienza del lutto possono comparire anche veri e propri disturbi, che possono assumere diverse forme e che possono accompagnare la persona anche per diverso tempo. Questi disturbi possono insorgere anche dopo diversi mesi dall'evento luttuoso.
Possono comparire disturbi riconducibili ad una sintomatologia depressiva, come scarsi interessi, verso gli altri e verso se stessi, scarsa cura di sé, ritiro sociale, così come disturbi che vanno nella direzione opposta, un iperimpegno in situazioni quotidiane allo scopo di non pensare al lutto. Possono comparire idee ossessive legate alla morte, agli incidenti, alle malattie, a volte talmente tanto predominanti da non lasciare spazio a pensieri positivi, quotidiani, dirigendo anche i nostri comportamenti e le nostre scelte, come la paure di viaggiare, di uscire, di ammalarsi. Queste manifestazioni possono essere anche molto più “sottili”. Possono infatti manifestarsi sotto forma di somatizzazioni, reazioni corporee che apparentemente non hanno nulla a che fare con quanto accaduto in precedenza. Si può trattare di continui raffreddori, mal di testa, gastriti, tutte manifestazioni di stress, paure e ansie che non trovano sfogo in altro modo. Naturalmente questi malesseri peggiorano lo stato psicologico di chi sta vivendo un'esperienza di lutto. Chiedere aiuto In queste situazioni non sempre si riesce ad affrontare tutto da soli. È importante continuare ad ascoltare il punto di vista e i suggerimenti delle persone che ci sono vicine, ma anche, quando necessario, chiedere l'aiuto di un professionista. I ricordi legati alla perdita possono diventare troppo dolorosi per poter essere gestiti da soli. La cosa più facile è quella di chiuderli da qualche parte e fingere di andare avanti con la propria vita. Ma alla prima occasione i ricordi e il conseguente dolore si ripresenteranno. Affrontare il dolore e i ricordi accompagnati da una persona esperta e preparata può aiutare il processo di risoluzione del lutto, può fare trovare uno spazio adeguato ai ricordi, può ridimensionare la sensazione di dolore intenso, restituendo la capacità di affrontare la propria vita quotidiana con ritrovata serenità.
