Ansia, questa (s)conosciuta.
L’ansia è il processo psichico attraverso il quale l’individuo reagisce a stimoli esterni di pericolo.
Si attivano risposte che coinvolgono sia il corpo che la mente:
- Il corpo con una serie di reazioni fisiologiche in difesa della propria persona;
- La mente elabora possibili strategie per sottrarsi al pericolo con il minor danno possibile.
Il suo ruolo è anche quello di predisporre il soggetto a due modalità comportamentali:
- Fuga, o evitamento della situazione;
- Attacco, o aggressione.
Il confine tra ansia normale e ansia patologica è spesso difficile da discriminare.
Facciamo un esempio: se consideriamo l’adattamento ad una situazione, siamo in presenza di ansia patologica quando:
- si perde il controllo delle proprie emozioni;
- si percepiscono sentimenti di impotenza e incertezza;
- non si riescono ad affrontare situazioni nuove o impreviste con conseguente sofferenza e disagio.
Prima di addentrarci nel discorso “ansia”, può essere utile effettuare una distinzione terminologica:
- Stato di allerta: stato psichico che normalmente accompagna l’attesa di un evento.
- Paura: emozione provocata dalla consapevolezza di un pericolo imminente alla quale si accompagna il desiderio di fuggire.
- Ansia: stato emotivo, spesso doloroso, caratterizzato da:
- presentimento di un pericolo imminente e inevitabile;
- inquietudine;
- attesa che insorge in assenza di un pericolo reale, scatenando un risposta non adeguata allo stimolo scatenante, con sensazioni di disagio, incertezza, inadeguatezza.
- Angoscia: stato psichico caratterizzato da una sensazione di impotenza, uno stato di allarme logorante e molto pervasivo. È uno stato emotivo talmente intenso da portare la persona ad un afinalismo comportamentale molto marcato.
- Panico: è la stazione d’arrivo della situazione d’angoscia, uno stato di totale paralisi delle funzioni psicofisiche.
Tante forme di ansia.
Secondo la classificazione del DSM-V, i Disturbi d’Ansia vengono così suddivisi:
- Disturbo d’Ansia da Separazione.
- Mutismo Selettivo.
- Fobia Specifica.
- Disturbo d’Ansia Sociale.
- Disturbo di Panico.
- Disturbo d’Ansia Generalizzato.
- Disturbo d’Ansia da Condizione Medica.
- Altro Disturbo d’Ansia Specifico.
- Disturbo d’Ansia non altrimenti specificato.
Vediamone alcune.
Disturbo d’Ansia Generalizzato. 
Il Disturbo d’Ansia Generalizzato è caratterizzato dalla presenza di:
- ansia eccessiva;
- per un periodo di almeno 6 mesi;
- legata a eventi e attività quotidiane.
È un disturbo comune, con un’incidenza del 5% nella popolazione generale.
L’esordio avviene generalmente intorno ai 30 anni; il decorso è cronico, spesso complicato dalla comparsa di sintomi depressivi.
Nello specifico possiamo riscontrare:
- ansia e preoccupazione eccessive, che si manifestano per la maggior parte dei giorni, per almeno 6 mesi, riguardo una quantità di eventi o attività quotidiane;
- difficoltà a controllare la preoccupazione;
- possibilità di associazione con altri sintomi come:
- irrequietezza,
- facile affaticabilità,
- difficoltà a concentrarsi,
- irritabilità,
- tensione muscolare,
- alterazioni del sonno;
- i sintomi causano disagio clinicamente significativo o menomazione del funzionamento sociale, lavorativo o altre aree importanti della vita;
- l’alterazione non è dovuta a effetti fisiologici diretti di una sostanza o di una condizione medica generale.
Disturbo d’Ansia da Condizione Medica.
La caratteristica essenziale di questo tipo di disturbo è la presenza di sintomi ansiosi secondari ad una malattia organica.
L’entità dell’ansia deve essere tale da compromettere la vita sociale e lavorativa del soggetto.
Una grande quantità di condizioni mediche possono provocare sintomi d’ansia:
- malattie endocrine;
- malattie cardiovascolari;
- malattie respiratorie;
- malattie metaboliche;
- malattie neurologiche.
Nello specifico:
- predominano ansia rilevante, attacchi di panico, ossessioni o compulsioni;
- vi è evidenza che il disturbo è conseguenza fisiologica diretta di una condizione medica generale;
- l’alterazione non è meglio giustificata da un altro disturbo mentale;
- il disturbo causa disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento sociale, lavorativo, o di altre aree importanti.
Quando lo stato d’Ansia è legato allo Stress.
Possiamo esprimere Ansia anche dopo l’esposizione ad un evento fortemente stressante.
In questo caso i sintomi si possono manifestare in concomitanza o subito dopo l’evento stressante, e si possono riconoscere in:
- distacco affettivo;
- assenza di risposte emozionali;

- riduzione della capacità critica;
- depersonalizzazione;
- amnesia dissociativa.
L’evento traumatico viene spesso rivissuto in sogni o immagini mentali intrusive.
Questa sintomatologia diventa grave quando interferisce significativamente con il funzionamento quotidiano.
Trattamento.
Data la complessità dei quadri psicopatologici dei Disturbi d’Ansia, che spesso comprendono anche una componente depressiva, la prescrizione farmacologica non è univoca.
Nella pratica clinica è frequente la necessità di utilizzare, in associazione, classi di farmaci diversi, in relazione non solo alla diagnosi ma anche alla reattività del singolo soggetto.
La farmacoterapia nei Disturbi d’Ansia ha sicuramente dimostrato di poter ridurre efficacemente la frequenza e la gravità dei sintomi in breve tempo.
Questo, tuttavia, non ha sempre significato un miglioramento della qualità della vita del soggetto.
Molti studi infatti documentano l’utilità di trattamenti integrati farmacologici e psicoterapici.
L’intervento di uno psicologo psicoterapeuta può essere di aiuto per individuare la fonte delle proprie preoccupazioni e successivamente sviluppare nuove modalità per fronteggiarle.
Alla base vi sono differenti tecniche cognitivo-comportamentali per gestire l’ansia all’interno del proprio mondo emotivo, in modo tale riappropriarsi della propria vita, utilizzando nuove chiavi di lettura per conoscersi meglio e sfruttare le proprie risorse.
