Esistono diverse forme, diversi modi per “diventare genitori”.
Si può generare un figlio in modo naturale, così come con l’aiuto della Fecondazione Assistita.
E’ possibile rendersi disponibili per accogliere un minore in affidamento o in adozione.
Ci si può sentire genitori di qualcuno, vicino a noi, in situazione di difficoltà.
In questa dimensione non è contemplata solo la possibilità di avere figli, ma tutto quello che nasce dalla coppia come dimensione relazionale.
Se, però, prendiamo in considerazione la prima opzione, generare un figlio in modo naturale all’interno della coppia, il Diventare Genitori mette in campo e richiede un utilizzo di risorse personali e di coppia, e l’affrontare sfide che appartengono ad un evento cruciale come l’arrivo di un figlio.
L’assumersi la responsabilità di Diventare Genitori presume l’aver fatto prima un salto di livello esperienziale importante.
Cosa vuol dire essere genitori oggi?
È innanzitutto necessario quello che Cigoli (2000) definisce come “incastro di coppia”, il legame di risorse dei componenti della coppia e il risolversi di difficoltà personali, su cui si è potuto creare l’ingresso del terzo, il figlio.
Questo incastro trova la sua espressione nelle aspettative e nella progettualità pensata sul figlio, le speranze per il suo futuro, i sogni su questo bambino.
Ma tutto questo non viene di certo da solo!
Oltre all’incastro di coppia è necessaria la costituzione di un Patto Genitoriale, che ha bisogno di costruirsi progressivamente nel tempo, con un lavoro di coppia.
Generatività
Questo termine sta per “generare una nuova generazione”.
Trasportato sulla dimensione genitoriale, non si limita al solo procreare, ma diventa la capacità di fornire al figlio gli strumenti per poter diventare a sua volta una nuova generazione.
E’ decisamente molto di più!
Ecco allora che la nascita del figlio diventa passaggio e scambio positivo del rapporto tra generazioni.
Se tutto funziona si esita positivamente in quella che viene definita transizione familiare, che si porta dietro una storia di tradizioni, ricordi, modi particolari di quella famiglia e anche una ristrutturazione della sfera trigenerazionale: se qualcosa non ha funzionato a dovere abbiamo la possibilità di “rimediare” e riscrivere una storia nuova.
Sfide e contraddizioni
Il figlio tanto desiderato, cercato, voluto, nasce irrompendo nella vita di coppia amorosa e contribuendo a costituire il legame genitoriale.
Il figlio è l’espressione del legame intergenerazionale, l’erede dalla storia familiare dei genitori, che ora è condensata in un’unica persona, il figlio.
Il figlio è la promessa di un futuro, di una trasmissione generazionale che non finisce, di una storia che continua.
Genitorialità
Quando parliamo però di Genitorialità le cose si complicano un po’.
Infatti in questo caso si tratta di una presa di responsabilità di una funzione adulta.
Sì perché il riuscire, l’essere in grado di assumersi il ruolo di genitore, significa aver raggiunto l’età adulta, anche questa con tante sfumature.
Con la capacità di fare scelte per la propria vita, di poter occuparsi di se stessi con l’autonomia lavorativa ed economica, magari anche un’indipendenza abitativa.
Quando l’Adulto decide di diventare o diventa Genitore, queste due sfumature di se stessi si fondono in un’unica persona, con il denominatore comune dell’esserci sempre!
L’idea che il genitore ha del proprio figlio è che sarà in grado di fare qualcosa di buono, di meglio, di migliore, sempre!
Quando si diventa genitori nessuno fornisce contemporaneamente un manuale di istruzioni, dove c’è scritto cosa devo fare e come.
Di certo però il genitore, prima di esserlo, è stato figlio a sua volta.
Sa quindi come si fa il genitore: per somiglianza o per differenza!
La funzione genitoriale ci mette in contatto con come e chi siamo stati da figli.
E ci mette in contatto con la differenza, per questo è una funzione adulta, perché si è capaci di tollerarla.
A volte succede di , di questi ruoli, di questi compiti da dover portare a termine.
Può capitare di non saper bene quale direzione prendere, quale scelta fare.
In questi casi chiedere un aiuto esperto, per una sorta di supervisione, di guida, di accompagnamento per un pezzo di strada, può essere di conforto e risolutivo, anche in breve tempo.

