L’Adolescenza vista dai genitori

Riguardando le fotografie delle vacanze passate ci accorgiamo che ci sono sempre meno immagini dei nostri figli al parco giochi e che ormai ci hanno raggiunti in altezza.

Facendo il cambio di stagione nell’armadio ci rendiamo conto che i vestiti vanno tutti ricomprati… i pantaloni al ginocchio non vanno più di moda!

La porta della camera ci diventa improvvisamente molto familiare: la vediamo perennemente chiusa!

Sono tutti “sintomi” di un cambiamento che chiamiamo Adolescenza.

 

Le Contrattazioni.

A volte è faticoso accorgersi che nostro/a figlio/a è cresciuto/a, è diventato/a grande.

Non è più il bambino/la bambina a cui insegnavamo ad andare in bicicletta; non è ancora una persona adulta con cui possiamo intavolare una discussione alla pari.

Ma di sicuro di discussioni ce ne sono tante!

Si comincia a contrattare sugli orari di ritorno, sulla quantità delle uscite, sulle compagnie da frequentare.

Arrivano richieste più o meno esplicite di maggiori spazi e maggiori libertà.

Ognuno cerca di ottenere il meglio per sé, e inevitabilmente parte lo scontro!

Ma che cosa significano queste richieste?

Sono la ricerca di una affermazione personale, la ricerca di un proprio posto e di un proprio spazio, in famiglia, nel mondo.

A volte sono tentativi insicuri, a volte sprovveduti.

Vorremmo sostituirci a loro negli errori e nelle frustrazioni, diventa per noi adulti quasi intollerabile oggi vederli soffrire e in crisi.

Ma così non diventeranno mai grandi sul serio!

 

Cosa posso fare da io come genitore?

Qui entra in gioco la difficile capacità genitoriale di guardarli e guidarli, sostenerli, riconoscerli, tutto stando un passo indietro.

Per i nostri ragazzi il sentirsi riconosciuti e valorizzati, anche nei loro errori e non solo festeggiarli nei successi, significa ricevere quella dose di incoraggiamento che serve loro per affrontare la salita.

Uno sguardo attento da parte del genitore, dedicare pochi minuti del nostro tempo per un ascolto attento dei loro racconti, dire lo “ti voglio bene” mentre gli si da la buonanotte.

Piccoli gesti, che sembrano insignificanti, ma che per un adolescente che affronta le sue sfide significano che il papà e la mamma ci sono, sperimentano che possono essere ascoltati quando ne hanno bisogno e lasciati in pace quando ne sentono la necessità.

Vivono i genitori come un porto sicuro, da cui partire ma a cui poter fare ritorno per recuperare energia per la prossima sfida.

 

E se non riusciamo a farlo da soli?

E se il conflitto è troppo acceso?

Ci sono casi in cui il conflitto tra genitori e figli adolescenti si acuisce, fino a divenire poco gestibile.

Si arriva a questo per molti motivi: incomprensioni, cose non dette, disattenzioni che portano a perdere passaggi importanti, troppi impegni che occupano spazio fisico e mentale.

In questi casi può essere opportuno chiedere l’aiuto di un professionista.

Uno Psicologo/Psicoterapeuta esperto in dinamiche adolescenziali e relazioni familiari può aiutare sia i genitori sia l’adolescente a rivedere le relazioni reciproche,  proponendo una rimodulazione delle comunicazioni reciproche, riportando un clima sereno che favorisce la crescita dei ragazzi e contemporaneamente sostenendo i genitori a guardare la situazione da un punto di vista diverso.

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